IL DICIASSETTE (anno del centenario) PRIMO MAGGIO

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Di David Riondino

Il Diciassette (anno del centenario)
Primi di Maggio 

Arriva maggio. Son problemi seri
in Oriente: gli astuti coreani,
coi loro criminali parrucchieri,
si accapigliano con gli americani. ​
Si scambiano improperi ed anatemi
torvi, bizzarri, fantasiosi, arcani. ​
Mentre sul campo, perfidi e cortesi,
invisibili crescono i cinesi.

In medio oriente, restano sospesi
i conti, nella grande malattia
di Racca e di Mosul, coi troppi mesi
d’assedio. Dicono che vanno via
i mercenari tedeschi e francesi:
hanno paura, fuggono in Turchia.
E se la guerra è guerra, si prospetta
la rotta, la sconfitta, la vendetta.

Qui da noi, c’è la storia maledetta
della nave che carica i migranti.
Salva le loro vite e li traghetta,
come mettono in conto i trafficanti.
Può capitare di vedere stretti,
in una barca, criminali e santi:
il bene e il male, nella indefinita
traversata del senso della vita.

In Francia, si è giocata la partita
tra Le Pen e Macron, con Depardié
che ha detto che non vota. Che la vita
politica è noiosa, che non c’è
più gusto né colore, che ogni cosa
è sciatta e piatta, priva di pathé.
Vince Macron! La piazza di Parigi
è un turbinante scintillar di grigi.

 

Scritto da Francesco Spadoni

8 maggio 2017

TG CANTATO – FEBBRAIO 2017

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Calendario

Di David Riondino / marzo 2017

Scritto da Francesco Spadoni

28 marzo 2017

Alla voce DIARIO 2017

EPICA 2017

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Di David Riondino / Marzo 2017

EPICA 2017
PRIMI EVENTI DI MARZO

A marzo si va in giro col cappotto 
si rompono le crepe di febbraio
e tutti quanti corrono al lingotto.
E Lui, nel tempio dell’ autotelaio,
Altero come un re del lampredotto
Danzò l’antica danza del trippaio:
Trilla e gorgoglia e canta la canzone,
E scaturisce un fiume di passione.

Ma c’è una traccia di disperazione
In quella danza, mentre ripeteva
I suoi appelli alla condivisione 
dopo aver fatto fuori chi poteva.
E faceva abbastanza compassione:
Era quel frullo che non ti solleva 
della gallina, che una notte intera 
sognò di essere il falco che non era.

A metà marzo venne primavera 
mentre scendeva in campo il prode Orlando
cercando di cucire la bandiera 
che sempre più si stava lacerando. 
Roma galleggia in una pattumiera 
E De Gregori scende giù spazzando:
i tassinari fanno lampi e botti 
E Don Travaglio dà la caccia a Lotti.

Danzano i corruttori ed i corrotti
La controdanza viscida ed oscena,
Danzano i giornalisti nei salotti 
E danza il Sindacato nell’arena.
Per dare più sapore a queste notti, 
Gli osti sparano ai ladri nella schiena;
E accusandoli di essere scortesi,
i turchi fanno guerra gli olandesi.

E già che a marzo fioriscono i peschi,
Dichiarano la guerra anche ai tedeschi.

Scritto da Francesco Spadoni

21 marzo 2017

IL DICIASSETTE (anno del centenario) FEBBRAIO

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Di David Riondino

Il Diciassette (anno del centenario)
Febbraio. 

Vidi Emiliano al teatro Vittoria,
fierissimo: era un Cesare sul Guado.
Si drizzava severo sulla Storia
dicendo a Renzi: “o cambi, o me ne vado.”
Poi l’ho rivisto nella stessa gloria,
all’assemblea, lanciar lo stesso dado:
“O cambi, o vado.” E Renzi non cambiò. 
Quindi Emiliano se ne è andato? No.

“Ah si? -  Disse – Va bene! resterò!
Resterò qui per sfidarti domani!”
“Bravo!” Rispose l’altro, e se ne andò
in California dagli americani. 
Fuori, intanto, i tassisti ed i risciò
inchiodavano Roma e li romani:
finché  la Raggi scese l’alte scale
e disse: “a Nando, sono solidale.”

E confermò la stretta naturale
tra li pentastellati e li tassisti:
e poi lo stadio, per il generale
tripudio dei tifosi romanisti.
Prese due punti, e risalì le scale
tra un vagolar di preti e di turisti 
che dai tempi di Nerva inciampa e cade
dentro le mulattiere delle strade.

In quella, tintinnarono le spade,
e accusarono il fervido Tiziano
di trafficare in finimenti e biade
con Luca Lotti ed un napoletano.
Fanno secco Verdini, insomma cade
un’ombra lunga sul bosco toscano,
che ricorda quel brivido che sale
quando comincia la caccia al cinghiale. 

Con un ragionamento istintuale,
la ghiotta preda presentì gli spilli,
e con sicuro istinto d’animale
salì sul monte e riparò da Lilli. 
Ove lanciò lo strido rituale
di chi combatte senza più cavilli:
e facendo a suo modo fuoco e fiamme,
si dissociò dai babbi e dalle mamme.

(Pensò la Boschi guardando la luna:
“Attento ai babbi, portano sfortuna…”)

Continua

Scritto da Francesco Spadoni

5 marzo 2017

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TG CANTATO – NOVEMBRE 2016

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Calendario

Di David Riondino / febbraio 2017

Scritto da Francesco Spadoni

4 marzo 2017

TG CANTATO- AGOSTO 2016

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Calendario

Di David Riondino / febbraio 2017

 

Scritto da Francesco Spadoni

27 febbraio 2017

Alla voce DIARIO 2017

EPICA CONGRESSUALE 2

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di David Riondino

EPICA CONGRESSUALE 2
19 febbraio 2017, Parco dei Principi.

Son stato tutto il giorno puntellato
Sul divano, con la televisione, 
per godermi sereno e concentrato
quel cinema che chiamano Scissione. 
Il programma era bene impaginato, 
Mentana misurava la tensione,
Forte la trama e pieno il botteghino:
però non si è scoperto l’assassino.

È finito così, pianin pianino 
senza strilli né grida né coltelli: 
Cuperlo ha coniugato il suo latino  
con dei ragionamenti molto belli: 
Veltroni fece un sobrio fervorino
E non citò Cassano e Balotelli: 
Renzi fece due tre faccette storte,
ma lo stile si sa non è il suo forte. 

E così si serrarono le porte 
e qualcheduno ci lasciò le dita: 
si ribadì la legge del più forte 
e si ritenne chiusa la partita.
Ognuno mise i cocci nelle sporte 
e riparti per fare la sua vita. 
e sciolsero la bella compagnia, 
e coi suoi cocci ognuno filò via.

E poi scese una gran malinconia, 
Una nuvola di meditazioni. 
Il mondo cambia per un’alchimia 
di diversi fattori e condizioni,
più la variante umana: la follia, 
la volontà, l’astuzia, le passioni. 
Aggiungerei – da ieri fu palese -
La superbia di un guappo di paese. 

Ma domanlaltro c’è la direzione,
Vedremo che dirà Napoleone. 

Scritto da Francesco Spadoni

20 febbraio 2017

Alla voce DIARIO 2017

EPICA CONGRESSUALE

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Di David Riondino

EPICA CONGRESSUALE.
18 febbraio 2017 teatro Vittoria Roma

Dopo la pioggia della notte, viene
Il cielo azzurro, s’accende tra i pini 
Della bella Testaccio, che trattiene
La Roma che piaceva a Pasolini.
In Teatro, le seggiole son piene,
E il popolo si affolla nei giardini
Intorno ad una gran televisione
Ove si pone il tema: la Scissione. 

Parla Emiliano, e dà la sensazione
Di un leader popolare, casereccio:
Uno che in mare aperto, all’occasione,
saprebbe governare un peschereccio: 
Un uomo avvezzo alla navigazione,
Alle cozze pelose ed al libeccio:
Un rude capitan Cocoricò
Che mette pace tra Bibì e Bibò.

“Fermatevi!” Bersani cinguettò
“Fermiamoci!” rispose Franceschini
“Fermatelo! – la gente sibilò -
torni a Rignano con i suoi mastini!”
E fu lì che la vidi: mi guardò,
La Storia, la signora dei destini,
Nelle sembianze di una donna grassa
Che in panchina filava una matassa. 

Perché la Storia passa quando passa,
E arriva sempre in modo differente: 
A volte sfila a colpi di grancassa,
A volte non si vede quasi niente.
Quella mattina venne bassa bassa,
Invisibile in mezzo a tanta gente:
passa la storia a passo di ciabatta,
In una Roma luminosa e sciatta.

(Dice che andasse, ma non ho le prove,
Diretta all’assemblea del diciannove…)

Scritto da Francesco Spadoni

20 febbraio 2017

Alla voce DIARIO 2017

IL DICIASSETTE

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Di David Riondino e Francesco Spadoni

Diciassette

Scritto da Francesco Spadoni

13 febbraio 2017

Alla voce DIARIO 2017

UN AMABILE SCHERZO DA BOY SCOUT

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Di David Riondino e Francesco Spadoni

Un amabile scherzo 1 liv 2

Scritto da Francesco Spadoni

25 gennaio 2017

Alla voce DIARIO 2017