Archivio di luglio, 2015

CASA DEL POPOLO

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Casa del popolo

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Testo di David Riondino

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CASA DEL POPOLO 

(al volo, che ho un treno tra poco)

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L’ultima volta che sono approdato

A una Casa del Popolo, fu ancora

a marzo, a Casellina. Ho accompagnato

un bel plotone di improvvisatori

cubani, gran poeti, che han sfidato

certi attori di un gruppo che lavora

sull’improvvisazione. Malattia

di chi improvvisa in prosa e in poesia.

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Scorreva liscio il canto, andava via

Preciso, nel contesto che sostiene

La rima, l’assonanza, la magia

Dell’invenzione che trattiene insieme

Il pubblico e i cantori, in armonia

Con un ambiente che intendeva bene

che le cose del mondo, bianche o nere,

Messe in versi risultano più vere.

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…Case del Popolo delle bandiere

Rosse nei campi, lucciole e sirene​​

che scintillavano nelle balere,​​

innamorate semplici ed oscene.​

E quel disio di rosse primavere

Che c’era in Berlinguer ti voglio bene,

E Bertolucci e Monni, che saranno

Chissà dove, e chissà che si diranno…

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…Case del Popolo di Capodanno,

Con le tombole e gli ospiti speciali,

E con le lotterie che assegneranno

Lussureggianti premi vegetali

E a mezzanotte esatta brinderanno

I proletari e gli intellettuali

Tutti quanti riuniti in assemblea

Sotto il simbolo rosso dell’Idea…

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…Case del popolo di Della Mea,

Di Giovanna Marini, dei concerti

Come fossero l’ultima trincea,

Fortini nella sabbia dei deserti,

Mentre si ritirava la marea

E crescevano i dubbi e gli sconcerti,

e le rose rimavano col pane

Cantando cose sudamericane…

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…Case del Popolo medio padane,

Ballano attenti, stranamente assorti

Tra badanti rumene e lituane

Antichissimi giovani, risorti

Per le virtù di maghe danubiane.

E i suonatori se ne sono accorti,

Che stan ballando i balli più lontani

Dell’operaie con i partigiani ….

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…Case del Popolo, nordafricani

Fumano sulla soglia, venditori,

Carovanieri di traffici strani.

E dentro, le assemblee dei cacciatori,

L’Arcicaccia e gli Amici dei Fagiani

In eterno conflitto, tra furori

Di bestemmie che incutono paura,

Capolavori di letteratura…

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…Case del Popolo dell’avventura

Del secondo millennio, le promesse

Mancate, questo andare alla ventura

Tra catablepi, gnomi e baronesse,

interrogandosi sulla natura

dell’arcano “quid sit Rentianum esse?”

Quel senso di fastidio che ti piglia

Quando senti sfaldarsi la famiglia.

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Casa del Popolo, che rassomiglia

Al popolo, la stessa malattia

Del popolo, che quando si scompiglia

implode in una tetra sciatteria,

finché degrada in torbida fanghiglia

quando gli viene meno l’Utopia:

e una volta perduta quella maglia

il Popolo diventa la Plebaglia.

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Eppure quando s’accende la paglia

La fiamma scivola come una spada

Guizza nel corridoi, volando abbaglia,

e riconosce subito la strada:

E illumina la ignobile marmaglia

Di una sapienza mai dimenticata:

I misteri cifrati nelle carte,

E l’amicizia come forma d’arte…

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Scritto da Francesco Spadoni

15 luglio 2015

Posted in DIARIO 2015