Archivio della ‘DIARIO 2013’ Categoria

Cantacronache PUNTATA 01

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di David Riondino con Federica Manzitti

CANTACRONACHE UN ESPERIMENTO

Chi ci segue contempla i lavori di Spadoni che si intrecciano alle mie ballatelle: vi proponiamo adesso una evoluzione di quel concetto, stavolta sotto forma di racconto web: le immagini restano, ma si muovono. Avete sott’occhio e sotto orecchio il risultato del lavoro di un paio di mesi, che inizia in radio e poi, rielaborando tavole già composte ed altre componendone, diventa questo esperimento web. Che vado ad illustrare.

Nei mesi di aprile e maggio 2013, quando ancora Berlusconi filava la lana (lo dico perché da oggi 2 Agosto 2013 i sussulti della storia creano uno spartiacque) ci ritrovammo, io e Federica Manzitti, a fare un esperimento in Radio Città Futura. L’idea, in sostanza, era quella di produrre una mezz’ora settimanale di radio nella quale si proponevano canzoni scritte per l’appunto nella settimana in cui si andava in onda. Il programma iniziava ogni volta con una breve ballata del sottoscritto, cantata come fosse un editoriale, diversa ogni nuova puntata, per otto puntate, sulla stessa base musicale, che aggiornava sui fatti della settimana: l’arco di eventi ha compreso l’elezione del Papa Francesco fino all’insediamento del governo Letta. Dopodiché Riondino e Manzitti illustravano e facevano ascoltare un paio di “classici” del cantastoriato: che si trattasse delle decime di Violeta Parra o del Martin Fierro suonato dai Gotan Project, si indagava la storia del raccontar cantando, tra tradizione e contemporaneità, dalle cronache dei cantastorie ai rap di Ginsberg suonati da Paul Mac Carthy. Rendeva estemporanea la conduzione la partecipazione di un poeta improvvisatore: si sono alternati in questo ruolo Donato De Acutis, e gli ottimi Gianmogante e Paolo Santini, che commentavano al volo, in versi, i nodi che venivano al pettine. E infine una buona metà della mezz’ora era dedicata all’ascolto di un paio di nuove composizioni, che prendevano appunto spunto dalla cronaca: intesa nel suo senso più vasto, dalla estrazione dei numeri del lotto all’oroscopo, da eventi che riguardavano avventure di animali a elezione di pontefici.

L’idea di fondo era la seguente: se un giornalista, radiofonico o cartaceo che sia, produce cinque articoli alla settimana, perché un cantastorie/cantante/musico/cantore dovrebbe comporne uno al mese, facendo al massimo ogni anno un disco con dieci o quindici pensierini? Non sarà possibile raccontar la cronaca e la storia cantando, gestire una specie di giornale musicale, che produca costantemente canzoni e grafica, e faccia incontrare autori più o meno sonori? L’esperimento non è nuovo: non a caso il nome scelto evoca quello dei Cantacronache, che a Torino intorno al 1960, con Calvino Straniero Jona Amodei e altri gentiluomini e gentildonne impostarono un laboratorio simile. Pubblicavano allora, non avendo RCF a disposizione, degli eleganti Fogli Volanti alla maniera dei Cantastorie, di pregevole fattura grafica. Ecco, l’idea era quella: un laboratorio che permettesse di incontrare musicisti, cantanti, autori, grafici.

Orbene, nelle otto settimane abbiamo potuto verificare quanto l’impresa fosse ragionevole: abbiamo prodotto una decina di canzoni su argomenti sollecitati dalla cronaca, e costruito un gruppo di lavoro che ha confermato l’idea che, continuando l’esperimento, non sia difficile a Roma creare un punto di riferimento creativo per vocalist e suonatori d’ogni calibro.

Il chitarrista Paolo Ceccarelli, la cantante Sara Jane Ceccarelli, la cantante e attrice Monica Demuru, il pianista e cantante Natalio Mangalavite, e ancora Chiara Muorucci cantautrice, e Antonio Di Bella giornalista e musico hanno composto e cantato per il nostro Cantacronache: io ho composto le ballate in questione, salvo quelle di Di Bella e della Morucci, a suggerire che non uno solo debba essere l’autore, in un eventuale futuro, ma molti: è stato forte, nel periodo in questione, l’elemento “factory” del progetto.

Abbastanza da pensare che se ne possano sviluppare diverse varianti: la prima, quella che vedete nel sito web, è appunto l’evoluzione in video delle otto puntate radio che trovate nel sito di RCF.
Ognuna delle otto ballate-editoriale è stata ricantata in redazione, e corredata di foto e immagini che illustrano e contestualizzano il canto; sono state realizzate due puntate in video, che seguono la scaletta di quelle radiofoniche, ove i brani di repertorio sono stati corredati di immagini originali, e sono state messe in onda le nuove canzoni montate con le immagini che il co-direttore di Titolo Provvisorio, il mai abbastanza celebrato Francesco Spadoni ha creato appositamente per noi, e che sono state montate da Roberto Gennaro. Le clip delle canzoni sono a loro volta presentate in un elenco a parte, pronte a volare secondo il loro destino nel web.

Per la cronaca, le canzoni originali, a parte le otto ballate-editoriale, sono state le seguenti:
La Pampa de Dios, Giulio, Cabala, 10 Aprile a Taipi, il Delfino, l’Ultima Danza, la Danza delle Primedonne, Canzone del Giovane Turco, Canzone della migrazione dei calzini invernali, di David Riondino. Oroscopo, di Chiara Morucci. Cronache da Parigi, di Antonio Di Bella.

Ringraziamo la Radio Città Futura per l’occasione, sperando si possa, in qualsiasi forma, ripetere. Ci pare che l’esercizio sia stato un piccolo esperimento utile a definire un genere che, data la crisi della editoria musicale e il moltiplicarsi delle forme di informazione web, possa avere un seguito.

Best regards

David Riondino

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Scritto da Francesco Spadoni

12 agosto 2013

Cantacronache PUNTATA 02

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di David Riondino con Federica Manzitti  

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Scritto da Francesco Spadoni

12 agosto 2013

Cantacronache. LA PAMPA DE DIOS.

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Canzone di David Riondino – Canta Sara Jane Ceccarelli – Illustrazioni Francesco Spadoni

 

Canto di Don Francisco n

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Scritto da Francesco Spadoni

12 agosto 2013

Cantacronache. IL DELFINO.

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Canzone di David Riondino - Canta Monica Demuru – Illustrazione Francesco Spadoni

Il Delfino delle hawai

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Scritto da Francesco Spadoni

12 agosto 2013

Cantacronache. LA MIGRAZIONE DEI CALZINI.

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Canzone di David Riondino – Canta Natalio Mangalavite - Illustrazione Francesco Spadoni

Napolitano sciamano 1 liv

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Scritto da Francesco Spadoni

12 agosto 2013

Cantacronache. BALLATA DEL GIOVANE TURCO.

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Canzone di David Riondino - Canta Monica Demuru – Illustrazione Francesco Spadoni

Giovane turco

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Scritto da Francesco Spadoni

12 agosto 2013

Cantacronache. GIULIO.

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Canzone di David Riondino - Canta Monica Demuru – Illustrazione Francesco Spadoni

Giulio.

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Scritto da Francesco Spadoni

12 agosto 2013

Editoriale in Ballata n.1 – 30 marzo – 5 Aprile 2013

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Editoriale in Ballata n.1 – 30 marzo – 5 Aprile 2013

Di David Riondino

Fumata bianca, fumata bianca dopo una sola fumata nera:
ecco venire Francesco primo che dice al popolo “buonasera”.
È l’Argentina che si avvicina, struzzi cavalli machete:
per don Francisco la Pampa diventa tutto il pianeta.

Dieci soldati di 5 Stelle, dopo un dibattito al crepacuore,
votano un uomo di legge e non un Uomo d’Onore:
e qui ritorna l’antico tema di come mettere in relazione
un movimento di mille teste con un’azienda con due padroni.

E noi leggiamo il giornale, però alla nostra maniera
in questo aprile 2013 mentre si aspetta la primavera.

Marco Travaglio che si scatena, ma si precipita nel parapiglia
quando gli ruba la scena il ballerino Formigli:
Santoro arruffa le penne maledicendo suo figli,
e quella danza di primedonne è veramente una meraviglia.

Poi la signora Lombardi che va in diretta a Montecitorio,
col prigioniero Bersani come se fosse in un parlatorio.
Fa la ruffiana con chi la guarda, sa che la stanno monitorando,
ed è simpatica come un alano che ti sorride ringhiando.

Non si faranno governi, faranno fuori Bersani:
Silvio ringrazia per il regalo, e si prepara a domani.

Cipro ci rende molto più chiare le soluzioni che sono pronte:
voi discutete quanto vi pare, noi vi tagliamo alla fonte.
Ed è un nuovissimo sincretismo, che mai avevano immaginato:
con la mannaia del comunismo insieme ai palpiti del mercato.

E gli Onorevoli vanno a messa, e si dimezzano gli onorari:
soltanto ai comici sarà permesso di essere liberi milionari.
Per farci entrare dentro la testa cosa ci aspetta dopodomani,
i dieci saggi della foresta discuteranno coi Sette Nani.

Venerdi santo che piove, fa freddo in tutta Milano,
per un amico che se ne va, e che va molto lontano.
Poi lo saluta la banda come suonassero una preghiera,
in questo aprile 2013, mentre si aspetta la primavera.

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Scritto da Francesco Spadoni

12 agosto 2013

Editoriale in ballata n.2 – 6 Aprile – 12 Aprile 2013-08-02

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Editoriale in ballata n.2 – 6 Aprile – 12 Aprile 2013-08-02

Di David Riondino

E poi veniva la Primavera con questo senso di leggerezza,
e si cammina col naso in aria come se tutto ricominciasse:
i dolci sintomi del disgelo, la forza tiepida dell’oblio
e si fa finta di non sentire certi chiarissimi scricchiolii.

Ma l’Occidente così complesso, così profondo, resiste
con Castellitto in televisione che fa lo psicanalista,
e don Antonio Banderas rinchiuso dentro una fattoria
che sembra parli con le galline, invece cova la strategia

(sarebbe strano che fosse l’unico attore che non ci dà consigli,
ma un normalissimo milionario che si diverte coi suoi conigli).

Renzi sollecita chiarimenti, vuol fare il Grande Elettore,
ma lo impallinano alla Regione, e non riesce a passare.
Quindi sospetta dei comunisti, che lo boicotti Bersani,
ma forse si era dimenticato la cattiveria dei suoi toscani.

L’Illuminato del Guatemala lo trasferiscono in val d’Aosta,
e si diffonde la brutta voce che lo facessero apposta.
Prende ceffoni da tutti, da Bocassini, dai Siciliani,
dagli elettori e da Crozza, e rischia grosso coi Valdostani.

E la politica in stallo, però la borsa va bene,
a mezzo Aprile 2013, che non ci sembra così crudele.

E Cinque Stelle nel Parlamento occupa, e chiede le commissioni,
ma si capisce che sotto sotto suonano un’altra canzone:
Perché han capito che i venti cambiano, vogliono farci dimenticare
che da tre mesi non c’è governo perché non l’hanno voluto fare.

E i Coreani crudeli han preparato l’arma letale,
i giapponesi mettono i missili a presidiare la capitale.
Il nuovo capo del Venezuela dice che un passero gli parlava
e che era l’anima del defunto, del Presidente che ritornava.

Tutti gli ridono dietro, e lui conferma e si offende:
ma un passerotto non gli somiglia, è perlomeno un rinoceronte.
E si faceva davvero critica la convivenza civile
la primavera 2013, in mezzo al mese di Aprile

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Scritto da Francesco Spadoni

12 agosto 2013

Editoriale in Ballata n. 3 – 13 Aprile – 19 Aprile 2013

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Editoriale in Ballata n. 3 – 13 Aprile – 19 Aprile 2013

Di David Riondino

E settimana per settimana naviga il mese di Aprile:
quella dal tredici al diciannove fu di battaglia civile.
Ma prima di raccontare i fatti, i contraddetti, il conflitto,
va segnalato che la Golino ha litigato con Castellitto.

In una bella telenovela lo ha ricoperto di insulti
(telenovela per noi adulti, tratta di adulteri adulti).
Rischiano grosso col matrimonio, lei ha trovato un amante,
lui nonostante la Bobulova si è innamorato di una paziente.

Per le  incredibili  relazioni  tra il mondo vero e la cosa d’arte,
Renzi si becca del “miserabile”, e come attore ci sembra in parte.

Le bombe in mezzo alla folla che sta guardando la Maratona
in una guerra senza soldati  e senza più  rivendicazioni.
Mentre pareggiano in Venezuela tra Maduro e Capriles,
e l’avventura Bolivariana  rischia la guerra civile.

Hanno vietato il corteo, ma le finestre saranno aperte
e  batteranno sopra le pentole alla medesima ora:
Certo una guerra di strada non è una cosa che ci diverte,
ma quelle pentole dappertutto fanno davvero paura.

E finalmente in Italia, a perquisire la Primavera,
Grillo chiamava  la Gabbanelli, con la sua giacca di pelle nera.

Si bastonavano in Parlamento alcuni grandi elettori:
pesanti accuse di tradimento, grida, schiamazzi, furori.
Con il partito che si spezzava, Bersani quasi sconfitto,
e si vedevano diverse iene che si aggiravano tra i relitti.

Ma forse tutto era calcolato da Casaleggio, da Prodi,
per fare fuori D’Alema insieme ai soliti ignoti:
Oppure il Rasputin di Piacenza, Bersani genio del male,
ha liquidato Marini e Renzi con un suicidio nel Quirinale.

Ma lo sapremo stasera, o lo sapremo domani,
tenendo accesa la radio mentre racconto la settimana.
La famosissima settimana del Presidente che di rinnova,
la famosissima settimana che va dal tredici al diciannove.

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Scritto da Francesco Spadoni

12 agosto 2013