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EPICA. MAGGIO 2017

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Testo di David Riondino – Illustrazioni di Francesco Spadoni / Maggio 2017

Epica. Maggio 2017
(“17, anno del centenario)

In sogno, un uomo su di un dromedario
Mi disse: “tu dicesti di cantare
Il diciassette, l’anno centenario:
ma sei fermo ad Aprile. Ti perdesti
In qualche labirinto letterario?”
“no – dissi – dormo. Però, se mi desti,
raccoglierò lo vele e l’ equipaggio
navigando nei simboli di maggio.”

                        ***

Diario “17. A fine Maggio,
Il calciatore Totti ha abbandonato
il campo. Totti è il solo personaggio
che dà una forma a quell’aggrovigliato
guazzabuglio che va da Caravaggio
a Sora Lella, il vasto e scellerato
angiporto di Roma. Brevemente,
l’eroe saluta tutta la sua gente:

era uno stadio zeppo, che silente
ascoltava la voce del guerriero.
Con grande sobrietà, semplicemente,
disse: “Nun sono un omo de penziero,
io parlo con i piedi. E nun so gniente
der monno dove andrò, del monno vero.
So tutti li rimbalzi della sfera,
ma nun so gniente della vita vera.

Ma la mia fede sempre fu sincera:
mi aiuterete voi nell’avventura.
Se mi terrete sotto la bandiera,
il mondo mi farà meno paura”.
E lo stadio si fuse come cera,
al fuoco della sua letteratura:
e Roma, come un groppo che si scioglie,
s’apri nel pianto all’infinite doglie.

E pianse il calciatore con la moglie,
piansero le nipoti e li cognati;
piagne lo stadio che tutti raccoglie,
Cicerone, D’Alema, e Carminati,
e Messalina dalle mille voglie,
e le caserme e tutti li soldati,
e Il cavallo attaccato alla carozza:
e sotto i ponti il Tevere singhiozza.

Piagne Fabrizi, mastica, s’ingozza
e piagne, e Mastroianni che fumando
piagne, Sordi che piagne e gargarozza.
E le madonne piangono allattando.
Piagne il bambino dentro la tinozza
e piagne il vecchierello tremolando,
e tutta Roma intorno al capitano
piagne l’ antico cruccio der Romano:

Il sentimento quasi disumano
di lasciare il paese dei ragazzi,
il vasto continente del divano,
il mondo del “che famo?” e del “sti cazzi”
e del vagabondaggio meridiano,
per perdersi nel buio dei palazzi
del mondo degli adulti, che infelici
disertano il calcetto con gli amici.

Totti rivela l’ultime radici
dell’Urbe, e quel singhiozzo di paura
che la raccoglie, contro i malefici
del tempo, che ne incalza la natura
adolescente. Questi sacrifici
arcani, questa strana tessitura
tra le viscere e il cuore del romano,
forgiano la Virtù di un Capitano.

E la prossima volta, falce in pugno,
discetterò dei simboli di Giugno.

Scritto da Francesco Spadoni

14 luglio 2017

IL DICIASSETTE (anno del centenario) PRIMO MAGGIO

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Di David Riondino

Il Diciassette (anno del centenario)
Primi di Maggio 

Arriva maggio. Son problemi seri
in Oriente: gli astuti coreani,
coi loro criminali parrucchieri,
si accapigliano con gli americani. ​
Si scambiano improperi ed anatemi
torvi, bizzarri, fantasiosi, arcani. ​
Mentre sul campo, perfidi e cortesi,
invisibili crescono i cinesi.

In medio oriente, restano sospesi
i conti, nella grande malattia
di Racca e di Mosul, coi troppi mesi
d’assedio. Dicono che vanno via
i mercenari tedeschi e francesi:
hanno paura, fuggono in Turchia.
E se la guerra è guerra, si prospetta
la rotta, la sconfitta, la vendetta.

Qui da noi, c’è la storia maledetta
della nave che carica i migranti.
Salva le loro vite e li traghetta,
come mettono in conto i trafficanti.
Può capitare di vedere stretti,
in una barca, criminali e santi:
il bene e il male, nella indefinita
traversata del senso della vita.

In Francia, si è giocata la partita
tra Le Pen e Macron, con Depardié
che ha detto che non vota. Che la vita
politica è noiosa, che non c’è
più gusto né colore, che ogni cosa
è sciatta e piatta, priva di pathé.
Vince Macron! La piazza di Parigi
è un turbinante scintillar di grigi.

 

Scritto da Francesco Spadoni

8 maggio 2017

EPICA 2017

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Di David Riondino / Marzo 2017

EPICA 2017
PRIMI EVENTI DI MARZO

A marzo si va in giro col cappotto 
si rompono le crepe di febbraio
e tutti quanti corrono al lingotto.
E Lui, nel tempio dell’ autotelaio,
Altero come un re del lampredotto
Danzò l’antica danza del trippaio:
Trilla e gorgoglia e canta la canzone,
E scaturisce un fiume di passione.

Ma c’è una traccia di disperazione
In quella danza, mentre ripeteva
I suoi appelli alla condivisione 
dopo aver fatto fuori chi poteva.
E faceva abbastanza compassione:
Era quel frullo che non ti solleva 
della gallina, che una notte intera 
sognò di essere il falco che non era.

A metà marzo venne primavera 
mentre scendeva in campo il prode Orlando
cercando di cucire la bandiera 
che sempre più si stava lacerando. 
Roma galleggia in una pattumiera 
E De Gregori scende giù spazzando:
i tassinari fanno lampi e botti 
E Don Travaglio dà la caccia a Lotti.

Danzano i corruttori ed i corrotti
La controdanza viscida ed oscena,
Danzano i giornalisti nei salotti 
E danza il Sindacato nell’arena.
Per dare più sapore a queste notti, 
Gli osti sparano ai ladri nella schiena;
E accusandoli di essere scortesi,
i turchi fanno guerra gli olandesi.

E già che a marzo fioriscono i peschi,
Dichiarano la guerra anche ai tedeschi.

Scritto da Francesco Spadoni

21 marzo 2017

IL DICIASSETTE (anno del centenario) FEBBRAIO

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Di David Riondino

Il Diciassette (anno del centenario)
Febbraio. 

Vidi Emiliano al teatro Vittoria,
fierissimo: era un Cesare sul Guado.
Si drizzava severo sulla Storia
dicendo a Renzi: “o cambi, o me ne vado.”
Poi l’ho rivisto nella stessa gloria,
all’assemblea, lanciar lo stesso dado:
“O cambi, o vado.” E Renzi non cambiò. 
Quindi Emiliano se ne è andato? No.

“Ah si? -  Disse – Va bene! resterò!
Resterò qui per sfidarti domani!”
“Bravo!” Rispose l’altro, e se ne andò
in California dagli americani. 
Fuori, intanto, i tassisti ed i risciò
inchiodavano Roma e li romani:
finché  la Raggi scese l’alte scale
e disse: “a Nando, sono solidale.”

E confermò la stretta naturale
tra li pentastellati e li tassisti:
e poi lo stadio, per il generale
tripudio dei tifosi romanisti.
Prese due punti, e risalì le scale
tra un vagolar di preti e di turisti 
che dai tempi di Nerva inciampa e cade
dentro le mulattiere delle strade.

In quella, tintinnarono le spade,
e accusarono il fervido Tiziano
di trafficare in finimenti e biade
con Luca Lotti ed un napoletano.
Fanno secco Verdini, insomma cade
un’ombra lunga sul bosco toscano,
che ricorda quel brivido che sale
quando comincia la caccia al cinghiale. 

Con un ragionamento istintuale,
la ghiotta preda presentì gli spilli,
e con sicuro istinto d’animale
salì sul monte e riparò da Lilli. 
Ove lanciò lo strido rituale
di chi combatte senza più cavilli:
e facendo a suo modo fuoco e fiamme,
si dissociò dai babbi e dalle mamme.

(Pensò la Boschi guardando la luna:
“Attento ai babbi, portano sfortuna…”)

Continua

Scritto da Francesco Spadoni

5 marzo 2017

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RIPETIZIONE DI FASCISMO IN DIRETTA PER STUDENTI PIGRI

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Testo di David Riondino disegno di Luca Ralli

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Ripetizioni di fascismo in diretta
Per studenti pigri

Uno studia il sui libri il fascismo
come fosse una cosa lontana
una maschera del narcisismo
della buia provincia italiana

Con mascelle che volano al vento
cazzutelli vestiti in orbace
che tendendo le mani ed il mento
fan capire che il duce gli piace.

Ma però sembra un sogno lontano
e l’analisi è  sempre imperfetta:
grazie a dio che ci pensa Erdogano
a spiegarci il fascismo in diretta.

Primo passo: trovare un nemico
che minacci lo popolo intero.
meglio ancora se è un vecchio amico,
per spiegare che è grave davvero.

Due: chiamare lo popolo in piazza
a difendere i sacri valori
e  raggiungerlo mentre schiamazza
accarezzando gli istinti peggiori,

immergendosi completamente
nel suddetto di fronte e di lato,
perché possano agevolmente
annusare l’odore della capo.

Tre: tener su di giri il livello
perché non cali più la tensione,
con frustate su questo e su quello
e con pratiche di umiliazione

(e si sa che al pezzente gli gusta
umiliare degli altri pezzenti,
quindi porta la cinghia e la frusta
alla Fiera dei Risentimenti. )

Quattro: vara un periodo d’urgenza
che permetta le leggi speciali
ed espelli cattura licenzia
dentro scuole caserme e giornali.

(Quanto ai giudici dei tribunali
caccia quelli che danno sui nervi,
che a servire le leggi speciali
serviranno dei giudici servi.)

Quinto: spara cazzate arroganti
su complotti e potenze straniere
che son cose che fanno piacere
alla prostata dei militanti.

Sesto: parla di patria tradita
a manipoli di patrioti
che se ancora non l’hanno capita
tanto viale trattarli da idioti.

Otto: dare la sensazione
che saresti disposto a trattare
con chiunque, alla condizione
che ti lasciano comandare.

Nove: strilla con alti strilli
che difendi la Turchia:
Maggioranza è democrazia
Ed il resto sono cavilli.

Dieci: spenditi come ricatto
Tutti i profughi siriani
Nella crisi tra cane e gatto
tra li russi e li americani.

Settebello con carte e scopa,
Ma è soltanto la prima parte.
Domattina danno le carte
e la mano tocca all’Europa.

 

Scritto da Francesco Spadoni

27 luglio 2016

EPICA ELETTORALE

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Elezioni

 Testo di David Riondino / Giugno 2016

Epica elettorale pubblicata

 

Scritto da Francesco Spadoni

20 giugno 2016

TG CANTATO – SETTEMBRE 2015

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Calendario

 Di David Riondino / Settembre 2015

Scritto da Francesco Spadoni

3 febbraio 2016

TG CANTATO – LUGLIO 2015

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Calendario

 Di David Riondino – Cantano David Riondino e Monica Demuru / Maggio 2015

Scritto da Francesco Spadoni

6 novembre 2015

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COMANDANTE VARIFACCHIO

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Chitarra

 Di David RiondinoCantano David Riondino – Monica Demuru / Agosto 2015

Scritto da Francesco Spadoni

5 agosto 2015

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IL BABBO DI LUCA

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Chitarra

Canta David Riondino

Il babbo di Luca 1 liv

Scritto da Francesco Spadoni

15 aprile 2015